Tentato furto alla “Argor-Heraeus Sa”: in manette anche il ricettatore
(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 15.00) Aveva un socio, all’esterno. Meglio: un referente professionale, che quando si parla di refurtiva viene classificato alla voce “ricettatore”; e questo è un atto di ingiustizia verso il libero imprenditore che si faccia carico di tanti e tanti problemi, no?, dalla consulenza tecnica alla logistica alla gestione amministrativa nelle varie sedi. Insomma: una cosa tutto sommato semplice è il lavorare all’interno dell’azienda da cui asportare il prodotto senza avere il diritto di fare ciò e dunque senza che venga chiesto il permesso; un’altra - e ben più gravosa - è il doversi occupare dell’intera trafila, collaborando magari nell’ideazione del piano e rendendosi disponibili a prendere in consegna il materiale ed a trattarlo e ad indirizzarlo verso altre mani, fra l’altro traendosi soltanto un modesto compenso. Quant’è ingrato il mondo, quanto.
Il referente professionale, tuttavia, agli occhi della magistratura è un delinquente al pari di colui che compie il furto (anzi, con un minimo di aggravante, proprio laddove sia noto che la provenienza del materiale sia da situarsi al di fuori dei canali, ahem, tradizionali). Ed il delinquente la sconta e la sconterà di persona: è stato infatti arrestato nelle scorse ore, o al più presto nel fine-settimana, un 50enne “cittadino straniero residente all’estero” che, stando a quel che è stato ipotizzato dagli investigatori, avrebbe dovuto ricevere lastre d’oro in significativa quantità da un dipendente infedele della “Argor-Heraeus Sa” di Mendrisio. Entità del “trasferimento”, in verità non proprio autorizzato né per iscritto né a parole dai dirigenti dell’azienda che opera nel comparto delle lavorazioni di metalli preziosi: un controvalore sui 100’000 franchi, centesimo più, centesimo meno. Mancando i timbri sui documenti di uscita, anzi, mancando i documenti stessi e le autorizzazioni, devesi parlare di furto. E del furto commesso lunedì 23 agosto un 45enne, tuttora trattenuto in Ticino e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, è chiamato a rispondere.
Dalle carte dell’inchiesta sta emergendo tuttavia anche un altro aspetto che potrebbe spiegare anche la particolare tempestività nel fermo dell’autore materiale del furto. Stando ad indiscrezioni risulta infatti che già in precedenza erano stati constatati vari ammanchi di materiale pregiato, ed a quanto pare non solo in lastrine facilmente trasportabili. La quantità dell’oro trafugato si collocherebbe intorno ai 10 chilogrammi, per un controvalore stimabile oltre il mezzo milione di franchi. L’arresto del complice, deciso dalla procuratrice pubblica Cristina Maggini, è già stato convalidato dal giudice per i provvedimenti coercitivi; essendo in corso accertamenti sulle possibili destinazioni della merce trafugata, non è detto tuttavia che si tratti dell’ultimo atto.
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