Filo di nota / Sei mesi dall'apertura. Ma una soluzione ai problemi, mai

Filo di nota / Sei mesi dall'apertura. Ma una soluzione ai problemi, mai
Statistiche da calendario (previa constatazione sui luoghi dei misfatti). Sei mesi dopo l'inaugurazione della Mendrisio-Stabio-Arcisate-Varese via rotaia, alla stazione Ffs di Varese non vengono ancora accettati i franchi svizzeri per il pagamento del biglietto; ciò significa che, qualora non abbia con sé valuta in euro (ed in effetti non trattasi d'obbligo costituzionale), il viaggiatore giunto dal Ticino ed in ripartenza deve tuttora arrangiarsi a cercare un ufficio postale abilitato o uno sportello bancario per il cambio. Un'apparecchiatura automatica, almeno? Beh, c'è, ma gode di tecnologia antidiluviana e “lavora” anch'essa solo in euro. Tutt'altra cosa, insomma, rispetto a quel che avviene nella stazione di Luino, rinnovatissima a spese dei ticinesi e degli svizzeri: qui l'accettazione dei franchi non ha luogo di principio, eppoi l'ufficio di biglietteria è ridotto a fascia oraria minima, ed infine è sparito - prodigio dei lavori di ristrutturazione... - l'automatico già posto sul binario 1 tanto che le funzioni vengono assolte alla cassa del bar. Alla “Tilo Sa”, che è compartecipata al 50 per cento dalle Ffs ed al 50 per cento dalla “Trenord”, dicono di essere impegnati a migliorare la puntualità dei convogli (beh, anche in questo senso il lavoro non manca); non dispiacerebbe tuttavia il venire a sapere che un dirigente qualsiasi ha alzato la cornetta del telefono e riferito ai suoi capi di Milano che il passeggero non è bestiame da lasciarsi allo stato brado. Non solo, almeno.
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