Hockey / Mondiali, Svizzera eroica: è un argento che vale oro

Hockey / Mondiali, Svizzera eroica: è un argento che vale oro
Difficile il digerirla, stasera. Ma domani, e forse già stanotte, diremo che il miracolo è stato compiuto, al di là dell'oro sfuggito. Perché sì, le imprese della Nazionale svizzera ai Mondiali gruppo “A” di hockey in Danimarca si sono fermate all'ultimo passo, dopo i regolamentari, dopo il supplementare, e solo all'ultimo dei cinque rigori quando gli svedesi campioni in carica sono riusciti a trafiggere per la terza volta il meraviglioso Leonardo Genoni bleniese di Serravalle frazione Semione, autentico eroe dai quarti alle semifinali alla finale. A differenza di quanto avvenuto tre giorni or sono contro la Finlandia e ieri contro il Canada, stavolta il 3-2 si tinge dei colori delle “Tre corone”: nonostante il sorprendente primo vantaggio (16.38, Nino Niederreiter su assist di Kevin Fiala) sùbito tamponato da Gustav Nyquist (17.54), nonostante il prodigioso nuovo allungo sull'avvio della frazione centrale (Timo Meier a cinque-contro-quattro, 23.13) risaldato da una conclusione di Mika Zibanejad a mezz'altezza (ancora a cinque-contro-quattro, 34.53), ed ancora nonostante la strepitosa resistenza offerta dai rossocrociati anche quando sono stati costretti a prolungati “penalty-killing”. Supplementare disputato alla pari, sette tiri contro sette, svedesi a disperarsi per il palo colto al 19.58; poi l'illusione della vittoria ad un passo sul goal di Sven Andrighetto, errore di Mika Zibanejad, parata su conclusione di Kevin Fiala, parata su conclusione di Rickard Rakell, parata su conclusione di Enzo Corvi, rete di Oliver Ekman-Larsson e parità ristabilita; sfortunato Gaëtan Haas, a segno Filip Forsberg, ogni residua speranza in Nino Niederreiter a quel punto spesosi oltre il limite. “No goal”, il sogno che si infrange, la gioia solo sul volto altrui.
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