Filo di nota / “SlowUp” 2018, l'ira del ristoratore “espropriato”

Filo di nota / “SlowUp” 2018, l'ira del ristoratore “espropriato”
Migliaia le persone riversatesi oggi nel Sopraceneri, su percorsi per una cinquantina di chilometri nel territorio di nove Comuni (Bellinzona, Locarno, Muralto, Minusio, Gordola, Tenero-Contra, Cugnasco-Gerra, Cadenazzo e Sant'Antonino) e con effettive ripercussioni anche su realtà limitrofe, per l'edizione 2018 della manifestazione “SlowUp”, genericamente definita come “Domenica senz'auto in gioiosa atmosfera”. Atmosfera di sicuro, “gioiosa” non per tutti: oltre a quanti contestano di principio tale appuntamento (e sui “network” sociali c'è chi suggerisce alternative non invasive: “Volete fare lo “SlowUp”? Andate a correre ed a pedalare all'aerodromo di Lodrino...”), non mancano coloro che si sentono espropriati del diritto all'utilizzo degli spazi comuni (un po' come avviene in piazza Grande a Locarno durante “Moon&stars” e “Festival del film” in particolare), soprattutto per quanto riguarda i continui e fastidiosi blocchi alla circolazione stradale - con troppe e petulanti pretese da parte di vari addetti alla sicurezza - nei punti di attraversamento. Come interpretare, poi, il messaggio “Oggi chiuso grazie a “SlowUp”...” lasciato sul cavalletto del menù dal titolare di un esercizio pubblico a Bellinzona quartiere Camorino, e per maggior precisione si sta parlando del “Grotto-ristorante Ponte Vecchio”? In linea di massima, non proprio un atto di stima verso gli organizzatori. E, di sicuro, una perdita secca negli incassi.
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