Esclusivo / Tentata corruzione nel calcio ticinese, spunta un altro nome

Esclusivo / Tentata corruzione nel calcio ticinese, spunta un altro nome
Non avrebbe agito in solitaria, Rijat Shala, nel sondare alcuni giocatori del Chiasso per un eventuale “aggiustamento” di risultati nel campionato in corso: uomo di contatto, secondo quanto risulta al “Giornale del Ticino”, fu Pajtim Badalli, portiere tuttora in attività nelle serie dilettantistiche e già in quota rossoblù. Possibile, tuttavia, che a sventare il tentativo di “combine” sia stato proprio l'odierno tesserato del Collina d'Oro. E nel frattempo, dalle parti di Ancona...

Un secondo soggetto, agonista di lungo corso ancorché dalla carriera professionistica non sempre sotto le luci dei riflettori, si affaccia nell'inchiesta del “Giornale del Ticino” - indagine parallela a quella che viene condotta su denuncia al ministero pubblico in Lugano - sul recente tentativo di indurre alcuni giocatori del Chiasso (calcio, Divisione nazionale B) ad “addomesticare” i risultati di qualche partita della stagione corrente. Secondo quanto acquisito, il sospetto corruttore Rijat Shala avrebbe agito cercando una sponda in Pajtim Badalli, 26enne da Lugano, passaporto albanese, già portiere dello stesso Chiasso in quota ai rossoblù nel torneo 2010-2011 (arrivo dal Lugano, indi ritrasferimento al Lugano) e di nuovo nel torneo 2014-2015 (da svincolato, dopo una stagione al Teuta in Albania; poi dal Chiasso al Locarno, dal Locarno al Kosova e dal Kosova al Collina d'Oro; per quest'ultima società il giocatore è tesserato nel campionato corrente, categoria Terza lega). Non è noto, al momento, se lo stesso Pajtim Badalli abbia avuto un ruolo attivo o se egli si sia fatto immediatamente parte diligente nel riferire - nel caso, ai dirigenti del Chiasso - quanto stava accadendo, dando così il “la” alle due denunzie inoltrate su distinti percorsi (Federazione da una parte, magistratura dall'altra).

La vicenda, chi si fosse perso una prima puntata, è riassumibile come segue: a) quali che siano i risultati prossimi, cioè nell'intero girone di ritorno della cadetteria pedatoria, il Chiasso è compagine in condizione di totale neutralità, non potendo ambire al primato per ragioni di classifica (distanza siderale dal NeuchâtelXamaxSerrières, che tra l'altro resta candidato unico alla promozione dopo l'1-1 rimediato nel posticipo di lunedì scorso contro il Servette suo inseguitore) e non dovendo temere per la permanenza nella categoria (il Wohlen, per mancata richiesta della licenza 2018-2019, si appresta infatti a scomparire dalla scena professionistica); b) di per sé, in una stagione per l'ennesima volta falsata, almeno sette squadre su 10 nulla hanno più da chiedere; c) in simile contesto, il senso medesimo delle scommesse ufficiali - nemmeno si sta a parlare dei circuiti clandestini da “totonero” - è azzerato, e tuttavia il sistema delle scommesse rimane in piedi; d) sull'essere ormai irrilevanti i risultati avrebbero voluto fare leva gli ideatori dell'“aggiustamento” delle partite (è sempre possibile che una seconda serie nazionale venga considerata nei tabelloni delle scommesse degli allibratori operanti all'estero). Due o tre colpi, ad esito predeterminato ed in combinazione, sono in grado di produrre quote vincenti a doppia moltiplica; era poi la strategia della banda di Singapore all'epoca dell'ultima “Calciopoli” da cui - non si dimentichi - venne investita anche la Svizzera.

Da Chiasso, per ora, nessun altro commento; possibile tuttavia che una presa di posizione venga manifestata dopo l'assemblea straordinaria indetta per sabato, essendo in corso una riorganizzazione societaria (versante finanziatori; diciamo che il gruppo di fuoco sia composto da quattro stranieri e da uno svizzero) e dovendosi in quella data esprimere anche il nome del nuovo presidente (logica unanimità si porrebbe sul nome di Moreno Colombo, di sicuro contattato e che forse si renderà anche disponibile, ma solo a libri contabili ben esaminati e su garanzie non richiamabili). Zero notizie anche da Lugano, che rientra marginalmente nel discorso dal momento che Rijat Shala, dopo lungo peregrinare da atleta, da almeno un mese era approdato sui terreni dello stadio in quartiere Cornaredo per svolgere funzioni da istruttore o da allenatore nel settore giovanile. Pardon, ci correggiamo all'istante: è Rijat Shala, che una traccia informatica situa sul campo del “Riva IV” a Chiasso nella giornata di lunedì 5 febbraio (ricordate? La denuncia viene pubblicata tre giorni più tardi) a dare indirettamente notizie di sé. Per esigenze indubbiamente inderogabili, egli non trovasi infatti più su suolo ticinese, 2'000 chilometri percorsi in 36 ore via Bologna-Fiume-Medjugorje per raggiungere (ultimo approdo noto) Budua in Montenegro. La coincidenza dei tempi, di suo, non forma prova. Così come non forma prova - anzi, riduciamo per ora tale riscontro al livello della curiosità - la compresenza di due auto immatricolate in Ticino, l'una con targa a quattro cifre e l'altra con targa a cinque cifre, giunte a ben affiancarsi su due corsie parallele alla stazione di servizio del “Carrefour” di Camerano, provincia di Ancona, giovedì o venerdì scorso. Nulla di che, se non fosse che in quella zona era il fulcro della “Scommessopoli” 2011. Via, non lasciamoci impressionare: come se non si avesse idea di quanti turisti dal Ticino stiano invadendo le Marche in questo periodo...

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