Lugano, quattro arresti per l'accoltellamento al “Maghetti”

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Lugano, quattro arresti per l'accoltellamento al “Maghetti”
In manette nel Comasco il presunto autore: è un 45enne cittadino della Repubblica di Cuba. Presi nel Mendrisiotto tre giovani che avrebbero avuto parte attiva nella rissa. Contestato il tentato omicidio intenzionale.

Svolta nelle indagini sulla rissa scoppiata nelle prime ore di sabato 21 ottobre a Lugano, zona “Quartiere Maghetti”, all'esterno della discoteca “Blu Martini club”, e nel corso della quale rimasero feriti a colpi di arma da taglio tre albanesi (27, 27 e 23 anni) residenti in Italia ed uno svizzero (22 anni) con domicilio nel Mendrisiotto. Come confermano fonti di ministero pubblico e Polcantonale, quattro persone sono state tratte in arresto in distinti interventi - uno su territorio italiano ed uno in Ticino - in quanto sospettate di aver avuto parte attiva nella rissa.

A finire in manette per primo, sulla base di un mandato internazionale di arresto firmato dal ministero pubblico in Lugano ed eseguito da effettivi dell'Arma dei Carabinieri (Nucleo investigativo) in Como, è stato giovedì scorso un 45enne residente in provincia di Como ed indicato come cittadino della Repubblica di Cuba; accertamenti svolti dagli inquirenti della Polcantonale inducono a credere che si tratti per l'appunto dell'accoltellatore, che nella notte della rissa si era dileguato dal triangolo di vicolo Orfanotrofio-via Al Forte-via Giosuè Carducci sull'accorrere degli agenti; entro pochi giorni saranno espletate le pratiche relative alla richiesta di estradizione dall'Italia. Sarebbero poi state le ammissioni del 45enne a condurre le forze dell'ordine verso gli altri tre soggetti, tempestivamente individuati e ieri tratti in arresto: ai riscontri, un 22enne cittadino svizzero di origini non precisate, un 23enne cittadino boliviano ed un 25enne cittadino cubano, tutti con domicilio nel Mendrisiotto.

Pesanti gli addebiti contestati all'intero quartetto: dal tentato omicidio intenzionale alla rissa, dalle lesioni gravi (in subordine, lesioni semplici qualificate) all'infrazione (in subordine, contravvenzione) alla Legge federale sulle armi. Stretto il riserbo degli inquirenti - “dossier” nelle mani di Antonio Perugini, sostituto procuratore generale, secondo quanto indicato in una nota-stampa diffusa stamane - in ragione di acclarate esigenze su probabili sviluppi dell'indagine.

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