A margine / “Querelle” sull'hockey in tv, tirate fuori le carte

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A margine / “Querelle” sull'hockey in tv, tirate fuori le carte
Assai utile per stimolare il dialogo tra i tifosi, in assenza di un chiaro indizio (per ora) circa il futuro delle squadre ticinesi, quanto accaduto nel rapporto sull'asse Upc-Ssr. Dopo il giro di comunicati, dichiarazioni e chiacchiere, un atto di trasparenza si impone. Ed è facile.

Nella comunicazione almeno dai tempi del dispaccio di Ems, e nel commercio dall'epoca dei Fenici se non da prima, qualche balla circola e rischia di ridondare perché la smentita non costituisce mai punto d'arrivo e la conferma non risulta mai autorevole a sufficienza. A toni da muro contro muro sono giunti i responsabili della Upc (cioè la “Cablecom”) ed i vertici della Rsi sulla questione dei diritti televisivi per la stagione regolare dell'hockey su ghiaccio: mancato accordo, come si sa, per i diritti vinti all'asta dai primi e che sarebbero stati riversati ai secondi solo in presenza di un corrispettivo considerato congruo, c'est l'argent qui fait la guerre, conta sempre l'articolo quinto cioè chi ha il contratto ha vinto, silenzio per mesi, traccheggiamento per settimane, e la volata nell'approssimarsi dell'inizio della stagione 2017-2018 in Lega nazionale A.

Sembrava che una soluzione sarebbe stata trovata, e ciò non fu; pareva che le schermaglie potessero preludere ad una definizione in corso d'opera, ed invece no.
A mettersi di mezzo sono stati poi gli stessi comunicatori, che in qualche caso la vendono come se si fosse davanti alla catastrofe epocale (a metà luglio, da casa “Swisscom”, uscì un drammatico bollettino di guerra sul tono del “Continueremo a lottare per i nostri tifosi dell'hockey su ghiaccio”; sillogismi solidi quanto una baraccopoli, questi) ed in altri vengono presi in castagna dal contraddittore (per esempio, vero è che nessun negoziato ebbe mai luogo tra Rsi ed Upc, dal momento che - cosa sottolineata in una nota-stampa diffusa ieri pomeriggio - le trattative per ogni contratto sportivo vengono condotte a livello nazionale e per tutte le unità aziendali ed a cura di specifici professionisti di specifica struttura aziendale). E Tizio dice allora che bisognava trattare sul complesso, e Caio replica che a contare erano soprattutto i sei “derby” ticinesi, e Sempronio aggiunge che si sarebbe potuta inventare una trattativa a parte per i “derby”, e Caio risponde che manco per l'anima di tuo nonno reincarnato dal momento che anche Lugano-AmbrìPiotta AmbrìPiotta-Lugano Lugano-AmbrìPiotta AmbrìPiotta-Lugano Lugano-AmbrìPiotta AmbrìPiotta-Lugano erano “sempre stati inclusi nel pacchetto totale riguardante tutto l'hockey”, pacchetto concordato “con la Lega svizzera hockey”.

Stando alle sensazioni, proprio quello è il “busillis”: pare che nessuno voglia scattivarsi chi davvero ha tra le mani il bandolo della matassa, ossia la presidenza della Lega svizzera hockey. Si sa: il contratto con l'Upc è di lunga durata, e da qui a posdomani può accadere di tutto. Si immagina, inoltre: in casa Ssr non piacque granché l'apertura di un'opzione a più soggetti, e meno ancora piace il dover far digerire all'utenza una pilloletta qual è l'indisponibilità del segnale, adesso. Al netto di ogni rivolo e di ogni altro ragionamento, compresi i filoni eterodiretti tra esigenze del servizio pubblico e “no” al pagamento del canone, una considerazione si impone: qui c'è il rischio di tirarla in lungo tra accuse e controaccuse e frasi spese e contestazioni nella forma e nel merito, con stucchevole ripetitività e senza facoltà di svolta. Per atto di cortesia verso gli utenti finali, giustamente perplessi ed a tratti sconcertati (proviamo a pensare a quelli che scelsero di disdire un certo abbonamento di un certo operatore per passare ad altro abbonamento di altro operatore...), qualcosa sarebbe invece da farsi, e nell'immediato, e senza fatica: mettere in chiaro i documenti. Pubblicare i documenti, esatto; pubblicare il “dossier”, completo per tappe e per date, in tal modo raccontando quel che è successo. A quale soggetto spetterebbe l'onere di farlo? Dividiamo i compiti, e le responsabilità: Ssr per i propri scritti (e per i verbali dei propri rappresentanti negli incontri presumibilmente avuti con la controparte), Upc per l'identica cosa sull'altro versante. Dai: chi è disposto ad incominciare? Basta un “sì”.

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