L'editoriale-bonsai / Montagna(forse)Viva. Ma persa sui tornanti

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L'editoriale-bonsai / Montagna(forse)Viva. Ma persa sui tornanti
Episodio numero uno: Germano Mattei (in immagine da santino elettorale), granconsigliere in quota “MontagnaViva”, crepita cinque fesserie in serie sparando secco - bersaglio primario dell'intemerata: un collega nel Legislativo cantonale - si quanti abbiano un orientamento sessuale diverso dal suo. Episodio numero due: Germano Mattei, giustamente criticato sicché le sue dimissioni giungeranno sempre troppo tardi, prova a giustificarsi con arrampicate sugli specchi ed a tirare in ballo “le nostre origini cristiane del Ticino, della Svizzera e dell'Europa” che, a questo punto, non avrebbero “più nessun ruolo e nessun valore”, e non si sta nemmeno a dire dell'incredibile superficialità con cui egli fa strame sia del Cristianesimo sia del Medioevo (di cui poco sembra conoscere, in effetti). Episodio numero tre: Kevin Pidò, 21enne referente di “MontagnaViva” nel Locarnese, scende in campo e difende Germano Mattei (“E quale problema c'è? Io sto con Germano”). Episodio numero quattro: Kevin Pidò, lo stesso di cui sopra, si corregge ed afferma di essersi sbagliato, di “non aver letto fino in fondo” quanto scritto da Germano Mattei, e quindi di prendere le distanze e di non considerarsi più membro di “MontagnaViva”. Episodio numero cinque: Kevin Pidò, lo stesso dello stesso di cui sopra, dichiara di aver cambiato idea e di voler rimanere in “MontagnaViva”. Quanto descritto, a misura di cronometro, in circa 96 ore. Occhio: in carenza di ossigeno, per mal di montagna, si fa presto a passare dalla condizione viva alla condizione morta...
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