“Permessopoli”, spirale senza fine: altri due indagati

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“Permessopoli”, spirale senza fine: altri due indagati
Sembra non trovare un capolinea l'inchiesta avviata sui permessi rubati o trafugati o distribuiti o falsi da cui è stata investita l'Amministrazione cantonale, fulcro l'Ufficio cantonale migrazione. Altre due persone entrano oggi, da indagati e dunque come parte integrante del “dossier” gestito dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, nel gruppo dei soggetti su cui si è appuntata l'attenzione del ministero pubblico: nel primo caso si tratta di un 27enne con passaporto svizzero, e domiciliato nel Bellinzonese, operante nel ramo assicurativo in qualità di agente; nel secondo si parla invece di un 28enne, parimenti con passaporto rossocrociato e con domicilio nel Bellinzonese, dipendente dell'Amministrazione cantonale con impiego alla Divisione risorse del Dipartimento cantonale finanze-economia. Dopo lunghi interrogatori, sia il 27enne sia il 28enne sono stati denunciati a piede libero: su di loro pende l'addebito dell'infrazione alla Legge federale sugli stranieri, in quanto presunti responsabili di aiuto al soggiorno illegale in Svizzera e di ripetuto inganno all'autorità. Ed in quale modo? Semplice: prestando il proprio domicilio, quale luogo fittizio di dimora, ad alcuni stranieri avevano richiesto il permesso di soggiorno in Ticino. Fonti del ministero pubblico, nell'indicare che non vengono esclusi altri sviluppi “sull'indagine generale in corso”, precisano che il funzionario dello Stato “ha agito nell'àmbito strettamente privato” e che pertanto i fatti a lui contestati “non hanno nulla a che vedere con la sua attività professionale”.
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