Filo di nota / Sicuri che si debba prender lezioni dalla “Silicon valley”?

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Filo di nota / Sicuri che si debba prender lezioni dalla “Silicon valley”?
Dichiarazione di principio nel lancio dell'evento “Silicon valley meets Switzerland”, fra due settimane a Lugano: “Non ha eguali il livello di successo commerciale che numerose aziende della “Silicon valley” hanno saputo raggiungere (...). Obiettivo è perciò il portare anche alle nostre latitudini un po’ dello spirito imprenditoriale della Silicon valley”. Sinceramente parlandosi, qualcuno è molto confuso, o abbagliato dai grandi marchi che hanno avuto successo, e non è al corrente di vicenduole - citiamo a grappolo, ben consci dell'essere ogni storia diversa dall'altra - quali “Theranos”, “Gilt groupe”, “Secret”, “Solyndra” (operazione sui pannelli solari al cui confronto il fallimento della “Pramac Swiss Sa” a Locarno frazione Riazzino fu un'inezia...), “Rdio” e, per noi che stiamo abbarbicati alle pareti scoscese dell'informazione in attesa dell'evento che riesca realmente a trasformarla come Johannes Gutenberg fece con la stampa a caratteri mobili, “Circa news” ed affini; tutte operazioni in cui vennero bruciati dollari a miliardate, ed agli investitori solo un bel cipperimerlo. In altri termini: spirito imprenditoriale è dove cuore batte ma testa ragiona, spirito imprenditoriale non è dove ambizione (di cui i siliconiani sovrabbondano per “default”) precede l'intelligenza e ad essa si sovrappone.
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