Arriva il nuovo sceriffo, la giustizia ticinese è servita

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Arriva il nuovo sceriffo, la giustizia ticinese è servita
Dibattito granconsiliare ridotto ai minimi termini per l’elezione di John Noseda al ruolo di procuratore generale in luogo del dimissionario Bruno Balestra. Sussulti dibattimentali quasi a zero, scontata la nomina-elezione del candidato unico.

Sorprendetevi: John Noseda è da oggi il nuovo procuratore generale del Canton Ticino, l’uomo su cui convergerà l’intera macchina della giustizia, la bocca dalla quale stilleranno gocce di saggezza. Sorprendetevi: John Noseda di anni 62, arrivato in magistratura da pipidino e poi rivelatosi socialista (la coerenza di intenti e di pronunciamenti ideologici viene innanzi tutto), ha sconfitto il nulla nell’aula granconsiliare, dove oggi i deputati si sono ritrovati al fine di ratificare quanto era già stato stabilito nel corso di trattative febbrili, febbrili e persino angoscianti.

Per parallelo, tutta la farsa si è dipanata a mo’ di copione per il futuro “vaudeville” delle varie Commissioni cerca, e dicesi il futuro coniugato con le Cantonali 2011: si partirà da migliaia di nomi fantasiosi dichiarati a mezzo stampa per arrivare ai cinque prestabiliti in ciascuna squadra, con quattro fisse allo “SportTip” ed una variante consentita in casa Plr, fine. Stavolta l’esperimento è stato condotto addirittura in sedicesimo: desistenza totale da parte delle altre forze politiche, due ipotesi entrambe socialisteggianti, Giovan Maria Tattarletti (quello che ogni tanto indicano con una sola “t” al posto della doppia; gli si riconosca almeno il diritto al cognome debitamente compitato) come avversario del veterano John, un reduce da mille battaglie mai combattute salvo quella che avrebbe dovuto condurlo nel salotto buono di Palazzo delle Orsoline. Per buona memoria, egli entrò in conclave da cardinale ed uscì ridotto allo stato laicale; incerti del mestiere.

Come sia andata è cosa nota e quasi ritrita, ancorché sia disagevole il fornire parametri e dinamiche ad un pubblico che non sia ticinese; i colleghi confederati blickaioli, per esempio, avrebbero puntato sulla disfida Tattarletti vs. Noseda, was für ein Witz. Buon per loro che si siano fermati appena in tempo: uno dei due, fiutata l’aria degli orientamenti maturati a destra ed a manca e cioè sostanzialmente nell’alveo del solo Partito socialista di fatto proponente, ha spontaneamente rinunziato alla competizione incassando però sonori applausi e financo un grado di apprezzamento che egli mai si sarebbe sognato di vedersi elargito, per quanto chi abbia memoria potrà ricordarsi anche di una singolare commistione storica tra i due apparenti contendenti (anno 2006 e dintornic’era di mezzo la moglie dell’uno che lavorava nello studio dell’altro, no?). John Noseda, quando mancavano cinque minuti a mezzanotte, è rimasto candidato unico come in una qualunque democrazia sudamericana (toh, facciamo della Bulgaria negli Anni ’70). Sorprendetevi allora, ma davvero, in forza dell’avvenuta elezione maturata poco prima delle ore 15.00 di oggi, di fatto senza dibattito in aula a parte qualche amarezza sulle sponde udicine. Non vi è stato voto - pare che giuridicamente tale possibilità non fosse contemplata -; quindi dovremmo parlare correttamente di una nomina. E fine, John già “Golden boy” Noseda entrerà nel villaggio ed impastoierà il cavallo allo steccato.

Qualcosa è destinato a cambiare, certo: ma non per volontà degli uomini. Gli è che sta per entrare in vigore (data ultima annunciata: 1.o gennaio 2011) il Codice di procedura penale unificato; vari adattamenti si imporranno. Rimarrà da comprendersi il senso della suddivisione logistica tra Lugano e Bellinzona, nonostante e nonostante e nonostante eccetera. Resterà da smaltirsi una congerie di arretrati che investono anche processi di alto profilo e dalla notevole mole. Vi sarà senza dubbio, ed infine, chi domanderà a John Noseda: “Scusi, onorevole procuratore generale, ma per quale motivo Ella accettò di sobbarcarsi un simile onere? Come mai Ella si offrì, ad età non proprio tenerissima, per un impegno così gravoso, e per di più mal pagato rispetto alle prebende che Ella medesima potrebbe percepire con l’ordinaria attività da legale? Perché tanta disponibilità, del che La si ringrazia?”.

La risposta è nel vento, come avrebbe detto Robert Allen Zimmerman in arte Bob Dylan. E nell’ambizione personale. E nel “Manuale Cencelli” alla ticinese. E nella possibile cessione del Dipartimento istituzioni, tra qualche mese, al Ps in cambio del Dipartimento sanità-socialità. Tout se tient, amico caro; e vedremo poi come sarà possibile il conciliare quanto sta nel pregresso con certe decisioni venture, prendasi a mo’ di esempio il dossierino sulla BancaStato di cui - ma di sicuro ci stiamo sbagliando - John lo sceriffo rappresentò qualche interesse.

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