“Scommessopoli”, altro turno: quattro arresti, una ventina di indagati

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“Scommessopoli”, altro turno: quattro arresti, una ventina di indagati
(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 10.55) Nella notte il “via” alla nuova operazione disposta dai magistrati della Procura della Repubblica italiana in Cremona: in manette anche i “mister X” e “mister Y” considerati a capo delle organizzazioni (una delle quali in “aggancio” con il Ticino). Sotto inchiesta anche Gennaro Gattuso, ex-nazionale azzurro poi al Sion. Oltre 50 le partite prese in considerazione.

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 10.55) Di nuovo il nome di Almir Senan Gegic, 34enne ex-calciatore di Chiasso e Rancate, sullo sfondo della nuova ondata di arresti e di iscrizioni nel registro degli indagati per una “Scommessopoli” che sembra non aver mai fine. Proprio con il noto “Palmiro” di origini serbe e con passaporti slovacco e turco in sovrappiù sarebbero stati in rapporti due dei quattro soggetti destinatari di ordinanze di custodia cautelare emesse da Guido Salvini, giudice per le indagini preliminari in Cremona (Italia), e che sono state eseguite nella notte: in manette Salvatore Spadaro e Francesco “Civ” Bazzani, che stando agli inquirenti sarebbero poi i celebri “mister X” e “mister Y” manifestatisi più volte in alberghi di varie città italiane come referenti delle varie cordate di “investitori” sui risultati da alterarsi con la complicità diretta dei giocatori. A disposizione dell’autorità giudiziaria sono stati posti anche Cosimo Rinci, dirigente del Riccione calcio, e Fabio Quadri, che di Salvatore Spadaro era una sorta di braccio destro. Milano, Bologna, Rimini e Messina le città in cui sono stati eseguiti gli arresti.

Di spessore, via via che affluiscono particolari sul passo compiuto nell’àmbito dell’inchiesta “Last bet”, anche i primi nomi che emergono tra i circa 20 nuovi indagati: tra di loro spicca quello di Gennaro Ivan “Rino” Gattuso (nella foto), 36 anni a gennaio, già Nazionale italiano (con titolo mondiale conquistato nel 2006 a Berlino), tra il 1999 ed il 2012 con il Milan in serie A tricolore, poi giunto in Svizzera per militare in Dna con il Sion ed infine rientrato nel Paese di origine per dedicarsi (con scarsa fortuna, rapido esonero dalla panchina del Palermo) alla carriera di allenatore. Parimenti sorprendente la chiamata in causa di Cristian Brocchi, 37 anni, anch’egli ex-atleta con lunga militanza nella serie A italiana (Inter, Milan, Fiorentina e Lazio le tappe) e breve passaggio tra gli “Azzurri”. Sia Gennaro Gattuso sia Cristian Brocchi sarebbero indagati - il condizionale è d’obbligo proprio a causa della frammentarietà delle notizie - per associazione a delinquere finalizzata alla truffa sportiva ed alla frode sportiva con riferimento ad operazioni di “aggiustamento” dei risultati di varie partite delle rispettive squadre, segnatamente due incontri in cui era sceso in campo il Milan nel 2011 oltre ad un Milan-Lazio del febbraio 2011. Nel complesso della nuova tornata di indagini sono finite sotto la lente 53 presunti tentativi di illecito sportivo tra serie B e categorie professionistiche minori nella Penisola. Tra gli indagati figurerebbero anche due calciatori in attività.

Sulla scorta dei primi elementi acquisiti (15 le perquisizioni effettuate) sembra che di fatto si possa parlare di una fase numero tre dell’inchiesta “Last bet” originatasi in Cremona, proprio in presenza di episodi corruttivi - o, almeno, caratterizzati dalla tentata corruzione - legati ad eventi sportivi non compresi nei precedenti filoni di indagine. Nel contesto dei numerosi filoni della “Scommessopoli” - interessate, e con specifici “dossier”, anche le Procure della Repubblica italiana in Bari e Napoli – venne tratta in arresto una sessantina di persone ed oltre 120 risultarono gli indagati; numerose e clamorose furono le conseguenze (lunghe squalifiche, in alcuni casi anche la radiazione per i giocatori; penalizzazioni e financo retrocessioni di categoria) sul versante dei cosiddetti “processi sportivi”, ossia legati al ruolo dei tesserati; decisamente meno rilevanti i riflessi in àmbito penale, anche in ragione della complessità degli accertamenti. Com’è noto, sin dall’inizio la vicenda produsse effetti significativi in Ticino: l’arresto di Mauro Bressan (ex-Chiasso), la “latitanza” (che latitanza vera e propria non era, riuscendo il soggetto a muoversi comodamente tra Italia, Svizzera, Slovacchia e Balcani) del precitato Almir Senan Gegic infine consegnatosi alle autorità peninsulari, l’arresto e la detenzione di Omar Milanetto (già con brevissimo passaggio al Lugano), l’arresto di Matteo Gritti (ex-Lugano, ex-Chiasso ed ex-Bellinzona); e, ancora, le indagini su vari elementi transitati in Ticino.

In molti casi la questione si chiuse con un nulla di fatto: il caso di Omar Milanetto venne archiviato nel settembre 2012 per mancanza di prove, e sia in primo sia in secondo grado fu decisa l’assoluzione sul versante sportivo; Rijat Shala, kosovaro naturalizzato svizzero, già a due riprese in maglia Lugano e già per 26 volte in rossocrociato con la “Under 21”, fu prosciolto in primo grado sempre sul fronte sportivo. Colpevoli o innocenti che fossero, molti si ritrovarono con la carriera spezzata: a soli 33 anni, per esempio, Matteo Gritti - che ammise di essere stato minacciato di gambizzazione dal macedone Hristiyan Ilievski, uno dei “manovratori” che viaggiavano insieme con Almir Senan Gegic - si trova a giocare nel campionato di Eccellenza, girone C Lombardia, come impegno accessorio rispetto al lavoro di contabile in un’azienda e, in precedenza, di panettiere all’interno di una superficie della grande distribuzione.

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