Sorpresona: il parco eolico del San Gottardo diventa cosa di casa Aet

Sorpresona: il parco eolico del San Gottardo diventa cosa di casa Aet
La società parapubblica di Montecarasso subentra, con un’operazione improvvisa e dal “peso” finanziario ancora ignoto, alla “Reninvest Sa” nel possesso della maggioranza assoluta delle quote. Legittimo qualche interrogativo, ad esempio perché con soldi pubblici viene acquistato da un privato ciò di cui l’ente pubblico avrebbe potuto disporre gratis…

Un accenno - ma proprio di sfuggita - era stato fatto durante l’incontro tra responsabili tecnici dell’“Azienda elettrica ticinese” e membri del Governo, qualche giorno fa, a margine della presentazione del nuovo assetto interno nell’àmbito del “risk management”. E stamane è giunta la conferma: con effetto immediato la società parapubblica di Montecarasso diventa azionista di maggioranza della “Parco eolico San Gottardo Sa”, capitale 100'000 franchi, costituzione alla fine del gennaio 2009, obiettivo e scopo “lo sviluppo, l’installazione, il monitoraggio, la manutenzione e la gestione “in proprio” di impianti per la produzione di energia rinnovabile, in particolare di energia eolica”, con annessa commercializzazione. Per meglio dire, stamane è stata enunciata l’intenzione di acquisire un altro 50 per cento del pacchetto azionario in aggiunta a quel 20 che era di proprietà Aet già da tempo.

L’aspetto significativo non sta tanto nell’operazione “in sé”, quanto nel fatto che a rinunciare al controllo sul parco eolico è la “Reninvest Sa”, sino ad oggi detentrice dell’80 per cento delle quote e che scivolerà invece in posizione di azionista privo di potere decisionale, mantenendo solo un quarto delle azioni (l’altro cinque per cento è del Comune di Airolo). Martedì 20 luglio, come da Registro di commercio, dalla guida della “Reninvest Sa” aveva dato le dimissioni Paolo Rossi, già direttore dell’Aet, e nelle funzioni di presidente era subentrato Claudio Zanini; in teoria un passo nel segno della trasparenza - quella stessa che venne tanto invocata nei vari rapporti Kpmg sulla malagestione interna all’Aet medesima -, nei fatti un nulladiché.

Attendonsi reazioni, in campo politico particolarmente: qualcuno potrebbe far osservare, ad esempio, che la “Reninvest Sa” fu in sostanza un gentile regalo fatto a Paolo Rossi e che ora l’Aet si ricompera da un privato, e con denaro pubblico, ciò che ad essa sarebbe appartenuto in forma naturale. A quale prezzo, poi? Per ora non si sa. Così come non si sa per quale ragione proprio i vertici della “Reninvest Sa”, che delle energie rinnovabili dovrebbe essere portabandiera, scelgano adesso di mettersi in un angolo: non è che, una volta messo nero su bianco il progetto per il parco eolico, qualcuno abbia creduto opportuno il defilarsi di fronte alla probabilmente scarsa redditività ed all’ingente capitale necessario per la realizzazione?

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